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Argenti antichi Antiquariato

Questa storia si perde nella notte dei tempi, i vasi d’argento più antichi sono stati infatti ritrovati in tombe sumeriche parliamo quindi di tremila anni prima di Cristo. I Romani furono grandi appassionati di argenti, dopo di loro un lungo periodo di decadenza fino al Rinascimento quando l’argento ritorna prepotentemente nella vita di tutti i giorni con piatti e posate, brocche, soprammobili e candelieri. Non a caso è questo il periodo che vede la nascita delle prime corporazioni di arti e mestieri. Abbiamo visto in precedenza ( Facebook ) che sono molteplici le percentuali d’oro che vengono utilizzate in oreficeria, con l’argento invece il discorso è molto più semplice: il decreto n. 251 del 22 maggio 1999 fissa i millesimi consentiti in Italia per la lavorazione dell’argento e sono i titoli 800‰ e 925‰; sono ammessi titoli superiori, ma non inferiori…

Le 500 lire d’argento.

Ecco comunque una breve storia della moneta.
Furono coniate dalla zecca italiana dal 1958 fino al 1967 e furono le prime monete d’argento emesse dalla Repubblica Italiana.
Tre furono i tipi, ovvero:

«Caravelle», sul dritto è raffigurato il busto di una donna circondata dai 19 stemmi degli allora capoluoghi di provincia; sul retro le tre caravelle appunto. Ne furono emessi quasi 100 milioni di pezzi complessivamente. Subito dopo l’emissione delle monete di «prova» scoppiò la polemica sulla direzione delle bandiere: chi a dire che si trattava di un marchiano errore e chi a sostenere che poteva trattarsi di una navigazione «di bolina», alla fine si decise, per l’emissione di serie, di orientarle in senso tradizionale (voltate a destra, «di gran lasco»).
– «Unità d’Italia», sul dritto è raffigurata l’Italia seduta su di un capitello; sul retro una quadriga. La tiratura fu di poco più di 27 milioni di pezzi.
– «Dante Alighieri», sul dritto il ritratto del poeta; sul retro un’allegoria della «Divina Commedia». Solo 5 milioni i pezzi prodotti.

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